La domenica delle salme

La domenica delle salme

Oggi è la Domenica delle Palme,

una data importante nel calendario cristiano, che preannuncia l’arrivo, tra 7 giorni, della Pasqua di Resurrezione.


Il 31 Marzo scorso è stata la Giornata di Lutto Nazionale

per ricordare le migliaia di vittime della Pandemia da Coronavirus.

Unendo idealmente queste 2 giornate, con i loro significati profondi, religioso ed etico, mi viene da citare il titolo di una canzone di Fabrizio De André https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9:

La domenica delle salme“.

La domenica delle salme“, perché proprio in questa giornata di profondo valore simbolico per l’intera cristianità, non si può non ricordare i nostri morti a causa della pandemia.


Ad esempio, con profonda commozione, ci tornano alla memoria le immagini della lunga fila di mezzi dell’esercito che trasportavano centinaia di bare da Bergamo verso altri siti.

Quelle salme erano persone che sono morte, molto spesso, nella più totale solitudine.

Soprattutto, sono morte lontano dai loro cari che non potevano fargli visita.

Dopodiché si sono detti addio con una telefonata, una video chiamata tramite l’infermiere di turno.

Inoltre, non hanno avuto nemmeno l’opportunità di essere accompagnati durante il loro ultimo viaggio.

Che l’ulivo, simbolo della Domenica delle Palme ed universale segno di pace, sia di conforto e consegni loro un po’ di quella serenità di cui non hanno goduto negli ultimi giorni di vita.

Tuttavia quelle salme rappresentano, in maniera emotivamente devastante, tutti i morti di questa assurda battaglia.

Sono decine di migliaia: e sono padri, madri, figli, figlie, nonni e nonne.

Non solo anziani malati, con gravi patologie preesistenti. Ma anche giovani, sportivi, individui sani.

E’ una terribile, estenuante battaglia che combattiamo contro un nemico subdolo ed invisibile.

Un nemico che ha cambiato, ci sta cambiando e cambierà in futuro l’intera nostra esistenza.