MORIRE nel COLPEVOLE Silenzio, MAI PIU’.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Articolo 1 della Costituzione

“Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. Nel 2020 subire un infortunio  invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile”.

Giuseppe Conte Presidente del Consiglio

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/70esima-giornata-vittime-sul-lavoro-conte-la-sicurezza-e-uno-dei-pilastri-della-societa-civile-6f12a849-2e1b-48f6-85d4-23b381c44a87.html

MORIRE nel COLPEVOLE Silenzio: Morire di lavoro

MORIRE nel COLPEVOLE Silenzio: Si può morire di lavoro in tanti modi:

SUICIDANDOSI, dopo che il lavoro lo si è perduto e non si vede più una via d’uscita;

AMMALANDOSI, di patologie diverse, ma tutte riconducibili ad un profondo sconforto, a quel senso d’inutilità, causati dall’aver perso il lavoro e dal non essere stati più in grado di trovarne un altro;

MORENDO, sul posto di lavoro. La morte peggiore, perché dopo tutte le difficoltà per riuscire ad essere assunto per un lavoro che avrebbe garantito un pò di serenità ed una vita dignitosa, tutto si perde in un attimo.

Se quell’attimo maledetto è dovuto ad una tragica fatalità, rimane tanta rabbia; ma se così non fosse ed invece si trattasse di colpevole negligenza, i responsabili devono essere condannati.

Ma per quell’attimo maledetto NESSUNO si assume la responsabilità, quasi NESSUNO paga, perché, ormai,

NESSUNO è MORTO.

<<Perché, Polifemo, con tanto strazio hai gridato

nella notte ambrosia, e ci hai fatto svegliare?

forse qualche mortale ti ruba, tuo malgrado, le pecore?

o t’ammazza qualcuno con la forza o d’inganno?>>

E a loro dall’antro rispose Polifemo gagliardo:

<<Nessuno, amici, m’uccide d’inganno e non con la forza>>.

E quelli in risposta parole fugaci dicevano:

<<Se dunque nessuno ti fa violenza e sei solo,

dal male che manda il gran Zeus non c’è scampo;

piuttosto prega il padre tuo, Poseidone sovrano>>.

Tratto dal Libro IX dell’Odissea

Come nel poema omerico dietro ogni NESSUNO c’è SEMPRE un essere umano con un nome, un volto, una storia, una vita che avrebbe voluto vivere insieme alla sua famiglia.

A quella famiglia QUALCUNO dovrà chiedere perdono.