TERRIBILI abitudini

TERRIBILI abitudini

TERRIBILI abitudini

TERRIBILI abitudini. Esattamente un anno fa entrava nelle nostre case e nelle nostre vite il Covid – 19. Un ospite alquanto sgradevole e sgradito, che ha ucciso circa 96000 nostri connazionali. Un numero enorme. Facendo un calcolo approssimativo, vuol dire che sono morte mediamente, a causa della pandemia, oltre 260 persone ogni giorno. Se riflettessimo un attimo intorno a queste cifre, ci renderemmo conto che sono numeri spaventosi. Facciamo un passo indietro e torniamo al 24 agosto 2016. Ore 3.36. Un terremoto di magnitudo 6.0 colpisce il Centro Italia, interessando i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Sono migliaia le persone coinvolte nell’evento che provoca 299 vittime. Tutti la definirono, giustamente, un’immane tragedia.

A causa della pandemia di Covid – 19, noi stiamo vivendo, quotidianamente, una tragedia assai simile ad un terremoto, per il numero di morti registrati, solo che sembra tutto normale, perché, ormai, ci siamo abituati. Quotidianamente, esattamente da un anno, subiamo uno sciame sismico – pandemico interminabile, che priva centinaia di famiglie, quotidianamente, di un loro caro. Si dice che nell’epoca della pandemia si sia in guerra e, come in guerra, sembra che la morte riguardi solo gli altri, fino a che, la morte, non si ricorda anche di noi e dei nostri cari.

Forse, soltanto allora, l’abitudine alla morte, quella degli altri, ci aprirà gli occhi e ci farà finalmente comprendere quello che Hemingway ha riassunto splendidamente con la frase che apre la sua opera più importante,” Per chi suona la campana”: “E dunque non chiedere mai per chi suona la campana, essa suona per te.” Sarebbe una buona abitudine non abituarsi alla morte ed al dolore, perché ogni morte provoca dolore, ogni dolore merita rispetto. Rispetto vuol dire non prendere mai TERRIBILI abitudini.

Femminicidio

TERRIBILE presagio

Genova, 19 febbraio 2021. Clara Ceccarelli viene uccisa con 30 coltellate nel suo negozio Pantofoleria, in via Colombo, fra l’omonima piazza e via San Vincenzo, zona pedonale nel cuore dello shopping di Genova. Per Clara il calvario era iniziato da diversi mesi. Aveva dovuto chiudere un secondo negozio di calzature per pagare i debiti del suo ex. Poi la situazione era peggiorata, poiché i bisogni economici dell’uomo erano sempre più frequenti.

Clara Ceccarelli un anno fa aveva presentato una denuncia alla polizia per il danneggiamento della saracinesca. La denuncia era contro ignoti, forse Clara non era sicura o non voleva aggravare la posizione del suo ex in assenza di prove certe. Clara Ceccarelli lascia un figlio con problemi di salute che aveva avuto dal suo primo matrimonio. Trenta coltellate. Una violenza inaudita. L’ex della vittima, Renato Scapusi, è stato poi arrestato a tarda sera dalla Squadra mobile. «Sono io l’assassino», ha confessato. Ci si può abituare anche a tutto questo?

TERRIBILI abitudini. Attesa della morte

Clara Ceccarelli circa due settimane fa si era andata a pagare il suo funerale. Non voleva gravare economicamente sull’anziano padre e sul figlio. Aveva capito che era in pericolo di vita. In tutta questa, ennesima tragedia, di violenza efferata contro una donna, vi è anche questo particolare agghiacciante. La donna sapeva che quell’uomo, prima o poi, in un modo o in un altro, si sarebbe vendicato per essere stato lasciato. La vendetta aveva un nome preciso: Clara Ceccarelli e la sentenza era la morte.

Attendere la fine della propria esistenza in maniera così drammaticamente fatalista, perché NIENTE e NESSUNO possono esserti d’aiuto, è INTOLLERABILE. Le donne continuano ad essere massacrate, quotidianamente, senza che si possa, apparentemente, far nulla. Ci si può abituare anche a tutto questo? Assolutamente NO. Ma non si pensi che questo dramma riguardi soltanto le donne, riguarda tutti. Anche qui, come per la pandemia, non se ne esce da soli, ma TUTTI INSIEME. Perché fino a quando queste violenze contro le donne non termineranno, IL COLPEVOLE SARA’ UNO SOLO, MA TUTTI NOI SAREMO SUOI COMPLICI.

Casali in vendita Umbria

Casali in vendita Umbria

Se l’Amazzonia è unanimemente riconosciuto come il polmone verde della terra, quando si parla dell’Umbria occorre necessariamente dire che si sta nominando il polmone verde della nostra Italia. L’Umbria. Da dove si può iniziare per descrivere questa meravigliosa regione, questa terra ricca di storia e di spiritualità, di tradizioni millenarie e luoghi incantati. Venite con noi di Prestige Case di Lusso, per scoprire una terra bellissima e ricca di territori incontaminati, dove la natura è la migliore compagnia possibile. L’Umbria è la terra di San Francesco, proclamato, assieme a Santa Caterina da Siena, Patrono d’Italia e la spiritualità francescana pervade ogni suo metro quadrato. Le Cattedrali e le chiese ci riportano indietro di secoli, a respirare pace ed aria salubre. Visitando l’Umbria ci si rende conto che si può vivere in maniera completamente diversa da come viviamo abitualmente. Si può vivere respirando normalità, osservando vallate verdi o calpestando i ciottoli di qualche vicolo all’interno di un borgo.

Casali in vendita Umbria. I borghi

L’Italia dei comuni, dei piccoli centri, dei paesini sperduti tra montagne e colline o affacciati su uno dei tanti, nostri splendidi mari, è il paese dei borghi. L’Italia dei borghi ha, poi, una regione, una perla rarissima dove i borghi sono la nota caratteristica, il tratto distintivo, il segno di riconoscimento e questa regione è l’Umbria. Ci si immerge in un’atmosfera medievale dove vicoli, torri o castelli, vi fanno rivivere situazioni storiche o ambientazioni di favole, lette soltanto sui libri di scuola. Passeggiando ai ritmi che il tempo umbro scandisce ed impone, potrete visitare antiche botteghe che, ancora oggi, mantengono intatte le tradizioni degli antichi mestieri.

V’imbatterete in locande infilate in vicoli stretti, dove servono il buon vino locale accompagnato dai meravigliosi prodotti della norcineria, che derivano da una tradizione di secoli, che si tramanda di padre in figlio. Nominiamo Norcia e la mente vola verso il suo famoso prosciutto, ma è soltanto la punta di una montagna di prodotti tipici, unici per bontà, metodi di produzione e fedeltà alle tradizioni. Se ci spostiamo a Spoleto, sul suo territorio risplendono due borghi fortificati come quelli di Eggi e Silvignano. Prestige Case di Lusso propone per i suoi clienti opportunità straordinarie anche in questi luoghi incantati, dove il tempo si è fermato all’epoca medievale e la vita vi offre la possibilità di respirare l’aria, la serenità e la tranquillità di un tempo che sembrava ormai andato.

Casali in vendita Umbria. Come sono fatti?

Potreste domandarvi, ma dove sono ubicati questi casali, quanto sono grandi, che caratteristiche hanno? Domande legittime a cui noi di Prestige Case di Lusso daremo immediata risposta. I casali che sorgono all’interno dei borghi hanno peculiarità che non hanno, ovviamente, i casali che sorgono su grandi pianura, circondate dal verde. Nei borghi, i casali sono posizionati nella parte più alta, per cui si può godere di un panorama straordinario. Inoltre, sono costruzioni dove la pietra è il materiale principale, che dona un senso di resistenza, forza ed una bellezza estetica senza pari.

Gli interni sono spesso molto ampi, sia nei saloni, sia nella zona adibita alle camere da letto. Se la pietra è la materia regina degli esterni, il legno è il re incontrastato degli interni. Mobili d’arredo, armadi, panche, tavoli, sedie, rendono gli ambienti caldi e pronti ad essere vissuti dalle famiglie. I camini, presenti in quasi tutte le stanze, assicurano, oltre ovviamente al calore nelle fredde serate invernali, un fascino senza tempo. In alcuni di questi casali, nei saloni più caratteristici e storicamente affascinanti, non vi è nemmeno l’energia elettrica. Sui muri vi sono le lampade ad olio le stanze e vi possiamo assicurare che è uno spettacolo nello spettacolo.

Casali in vendita Umbria. Bonus ristrutturazioni

Va altresì precisato che, all’interno di molti di questi casali, i diversi proprietari, nel corso dei secoli, hanno effettuato lavori di conservazione e rafforzamento delle strutture esistenti, ove ve ne fosse stata necessità, mantenendo, però, sempre inalterato, lo stile e le caratteristiche tipiche dell’immobile. Questo ha fatto sì che, anche a distanza di secoli dalla loro edificazione, questi casali mantengano inalterato il loro fascino ed il loro valore storico ed economico. Prestige Case di Lusso con i suoi Casali in vendita Umbria vi potrà supportare anche per tutto ciò che attiene le informazioni necessarie per eventuali ristrutturazioni di un immobile di vostro interesse. A questo proposito intendiamo informare i nostri clienti che è stato confermato per tutto l’anno 2021 il Bonus ristrutturazioni, con la detrazione del 50% per chi intende effettuare lavori in casa, fino al limite di 96.000 di spesa. Il tutto sarà fruibile non solo come detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, ma si potrà ottenere anche con la cessione del credito e con lo sconto nella fattura che verrà rilasciata. La Legge di Bilancio 2021 conferma completamente il pacchetto dei bonus per la casa.

Casali in vendita Umbria immersi nel verde

Allora, con Prestige Case di Lusso, provate ad immaginarvi all’interno di questo mare verde che vi circonda, dove prati e colline scorrono sotto i vostri piedi e fanno da contorno alle vostre fantasie senza limiti e senza confini. Immaginate tutto questo ed aggiungete un particolare bellissimo, uno dei Casali in vendita Umbria che vi osserva, che vi fa l’occhiolino e vi invita ad entrare, per farsi conoscere ed apprezzare. Quel casale che vi sta invitando, vuole farvi vivere un’emozione indimenticabile, vi sta dicendo che esiste un’altra vita, che esiste un altro modo di vivere e che questa possibilità non può e non deve essere sprecata.

Prestige Case di Lusso vi accompagnerà in questo viaggio meraviglioso, indimenticabile, perché vi farà vedere e conoscere casali incastonati in luoghi meravigliosi ed indimenticabili. L’Umbria è la storia che ritorna quotidianamente in ogni suo luogo, in ogni sua piazza, in ogni suo angolo. Ci ricorda chi siamo e, soprattutto, da dove siamo venuti ed è per questo che è in grado di offrire sensazioni uniche, che nessun’altra regione, in Italia, può regalare. Per questo vi raccomandiamo di provare a vivere un’esperienza diversa, a provare a venire da noi, presso l’agenzia di Prestige Case di Lusso, farvi prendere per mano ed accompagnarvi a visitare qualcuno dei Casali in vendita Umbria ed iniziare, insieme a noi, a sognare una vita nuova, diversa, una vita vissuta intensamente e diversamente.

Una scelta di vita…migliore

Se decidete di scegliere un casale in Umbria, in una zona circondata dal verde, è una scelta di vita precisa. Si sceglie di abbandonare la vita stressante della città, il rumore delle auto, i suoni non sempre gradevoli e graditi da parte di coloro che vivono vicino a noi, magari nell’appartamento accanto al nostro. Non vogliamo più avere il pensiero di dove andare a parcheggiare la nostra automobile o trovare i sacchetti dei rifiuti in terra, perché qualche nostro condomino non si comporta come dovrebbe.

Vi basterà solcare la soglia del casale che vi piace di più e vi accorgerete che, partendo dal basso, dai vostri piedi e piano piano a risalire fino alla testa, un brivido di emozione percorrerà il vostro corpo. Sarete entrati in un’altra dimensione, finora sconosciuta, ma inebriante. Potrete rimanere storditi per qualche istante, ma sarà un attimo. Poi, inizierete a respirare una vitalità nuova, perché inizierà una vita nuova, sotto tutti i punti di vista. Noi di Prestige Case di Lusso saremo accanto a voi ad illustrarvi le meraviglie dei Casali in vendita Umbria, i loro segreti e le loro magie.

Un percorso magico

I primi passi li farete, fatalmente, sul tappeto verde posto dinanzi al vostro futuro casale. È il vostro giardino. È incredibilmente verde e grande, l’erba emana un profumo che vi stordisce e la rugiada in terra inumidisce le vostre scarpe. Ma mai, come ora, questo inconveniente vi lascia del tutto indifferenti. Troppo bello. Si apre la porta ed entriamo in casa. Il tinello di casa nostra sembra un ripostiglio in confronto al salone che si spalanca dinanzi ai nostri occhi. Enorme, il pavimento e le pareti di pietra, tutto l’arredamento in legno massello, dona un’aura di magia all’ambiente.

Una dopo l’altra si susseguono le stanze, una più grande dell’altra, una diversa dall’altra per le dimensioni e per le sensazioni che fanno provare una volta entrati. Quasi tutti i casali sono disposti su due piani, uniti da scale in legno che danno il senso dell’indistruttibilità. Vi viene voglia di fare come i bambini, di salire e scendere di corsa per testare la loro e la vostra resistenza. La grande e luminosa cucina vi porta ad immaginare grandi riunioni di famiglia o di amici, con innumerevoli portate di cibo di bevande e dosi massicce di allegria. E di questi tempi, di sogni così belli, da fare esclusivamente ad occhi aperti, ne abbiamo un maledetto bisogno.

La grande bellezza

Le camere da letto, poi, sono enormi. Il letto in fondo alla parete sembra non si raggiunga mai. Tutto è grande, bello, ospitale. Gli ambienti interni sono come l’aria all’esterno, ti fanno respirare a pieni polmoni. Una volta entrati è difficile, poi, uscire per tornare a casa, alla nostra bella ma normalissima casa. Sembra come quando ci si gode un bicchiere di champagne con gli amici e poi, una volta terminato il pregiato nettare, da bere rimane soltanto l’acqua. La bocca quasi si rifiuta di mandare giù quel liquido, troppa differenza con quello gustato poco prima! E così non si vuole lasciare quel giardino incantato e quel magico palazzo; non si vuole interrompere un sogno, si ha soltanto il desiderio di ritornarci, al più presto e per sempre.

Noi di Prestige Case di Lusso saremo lì per far sì che uno dei Casali in vendita Umbria, da noi proposti, possa diventare vostro e trasformare, finalmente, questo sogno in una bellissima realtà.

 

Noi con Voi, SEMPRE.

Per contattarci: https://prestigecasedilusso.it/

Morire nel colpevole silenzio

Morire nel colpevole silenzio

MORIRE nel COLPEVOLE Silenzio, MAI PIU’.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Articolo 1 della Costituzione

“Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. Nel 2020 subire un infortunio  invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile”.

Giuseppe Conte Presidente del Consiglio

https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/70esima-giornata-vittime-sul-lavoro-conte-la-sicurezza-e-uno-dei-pilastri-della-societa-civile-6f12a849-2e1b-48f6-85d4-23b381c44a87.html

MORIRE nel COLPEVOLE Silenzio: Morire di lavoro

MORIRE nel COLPEVOLE Silenzio: Si può morire di lavoro in tanti modi:

SUICIDANDOSI, dopo che il lavoro lo si è perduto e non si vede più una via d’uscita;

AMMALANDOSI, di patologie diverse, ma tutte riconducibili ad un profondo sconforto, a quel senso d’inutilità, causati dall’aver perso il lavoro e dal non essere stati più in grado di trovarne un altro;

MORENDO, sul posto di lavoro. La morte peggiore, perché dopo tutte le difficoltà per riuscire ad essere assunto per un lavoro che avrebbe garantito un pò di serenità ed una vita dignitosa, tutto si perde in un attimo.

Se quell’attimo maledetto è dovuto ad una tragica fatalità, rimane tanta rabbia; ma se così non fosse ed invece si trattasse di colpevole negligenza, i responsabili devono essere condannati.

Ma per quell’attimo maledetto NESSUNO si assume la responsabilità, quasi NESSUNO paga, perché, ormai,

NESSUNO è MORTO.

<<Perché, Polifemo, con tanto strazio hai gridato

nella notte ambrosia, e ci hai fatto svegliare?

forse qualche mortale ti ruba, tuo malgrado, le pecore?

o t’ammazza qualcuno con la forza o d’inganno?>>

E a loro dall’antro rispose Polifemo gagliardo:

<<Nessuno, amici, m’uccide d’inganno e non con la forza>>.

E quelli in risposta parole fugaci dicevano:

<<Se dunque nessuno ti fa violenza e sei solo,

dal male che manda il gran Zeus non c’è scampo;

piuttosto prega il padre tuo, Poseidone sovrano>>.

Tratto dal Libro IX dell’Odissea

Come nel poema omerico dietro ogni NESSUNO c’è SEMPRE un essere umano con un nome, un volto, una storia, una vita che avrebbe voluto vivere insieme alla sua famiglia.

A quella famiglia QUALCUNO dovrà chiedere perdono.


A scuola con Charlie Brown

A scuola con Charlie Brown

Il 1 ottobre iniziava la scuola e si andava a scuola con Charlie Brown.

Avveniva molti anni fa e noi studenti eravamo chiamati “remigini”, poiché il santo del giorno era proprio San Remigio.

Le scuole elementari, le medie ed il liceo. Tanti ricordi, tanti compagni di classe ed il più fedele compagno di scuola; il mio diario.

Non un diario qualunque, che cambiava soggetto ogni anno, ma un diario con gli stessi soggetti. Sempre.

Loro erano i Peanuts ed il 2 ottobre 2020 festeggeranno 70 anni di vita.

Nacquero il 2 ottobre 1950 dalla penna di Charles Schulz

Perché il nome Peanuts? Il termine indicava i posti più economici all’interno di un teatro ed anche un pubblico essenzialmente composto di bambini. A Schulz, il disegnatore che li aveva creati, questo nome non piacque mai e si batté sempre per modificarlo.

Melissa McGann, archivista presso il Charles M. Schulz Museum and Research Center di Santa Rosa, spiega:

“Schulz provò per tutta la vita una forte antipatia verso questo nome. Nei primi anni di conduzione della striscia, chiedeva spesso all’UFS di cambiarlo, per esempio con “Good ‘Ol Charlie Brown”. E fino alla sua morte, Schulz sostenne che avrebbe preferito qualcos’altro, al posto di Peanuts” .

https://www.fumettologica.it/2014/02/perche-i-peanuts-si-chiamano-cosi/

“Non mi piace nemmeno la parola”, diceva. “Non è una bella parola. È totalmente ridicola, non ha nessun significato, genera semplicemente confusione e non ha dignità. E io penso che il mio umorismo abbia dignità”.

https://www.fumettologica.it/2014/02/perche-i-peanuts-si-chiamano-cosi/

A scuola con Charlie Brown. Sempre

A scuola con Charlie Brown, perché quelle strisce stampate sul diario, ti facevano compagnia durante le lezioni. Iniziavi a sognare insieme a loro.

In un attimo ti ritrovavi su un campo da baseball a giocare con Charlie Brown, Linus, Lucy e gli altri, arrabbiandoti per l’ennesima sconfitta.

Oppure si volava nel cielo insieme a Snoopy, “asso dell’aviazione” della prima guerra mondiale, in perenne sfida con il Barone Rosso.

In caso di problemi “più seri”, potevi sempre essere ascoltato da Lucy, che elargiva consigli “psichiatrici” all’interno del suo piccolo chiosco.

Quel piccolo mondo, una piccola periferia di una piccola città americana, regalava infiniti momenti di gioia, ma anche di riflessione.

Le strisce originarie erano quotidiane e composte da 4 vignette create appositamente per essere inserite con facilità nelle pagine dei giornali.

Quelle strisce hanno girato il mondo e, soprattutto, hanno fatto conoscere personaggi unici:

I protagonisti di un successo mondiale

Charlie Brown: Il protagonista. La testa tonda, timido ed insicuro. Il perenne sconfitto, in amore e nello sport, che non si abbatte mai.

Sally Brown: La sorellina di Charlie Brown.

Snoopy: Il cane “bracchetto” di Charlie Brown. Con il passare degli anni diventa un personaggio sempre più importante. Schultz affiderà alla sua macchina da scrivere la stesura del suo addio ai lettori.

Woodstock: E’ l’uccellino amico di Snoopy.

Linus: Amico di Charlie Brown. Porta sempre con sé una coperta, che gli regala sicurezza. La definizione “la coperta di Linus” è diventata proverbiale per indicare un oggetto che doni un senso di sicurezza e protezione a chi lo possiede.

Lucy: La sorella di Linus. Non ha un bel carattere, umilia continuamente il fratellino Linus ed è la più temuta all’interno del gruppo. E’ perdutamente innamorata di Schroeder, che, però, le preferisce il pianoforte.

Schroeder: Suona il pianoforte ed ha sempre in bella mostra il busto di Beethoven.

Piperita Patty: Una bambina con un carattere da maschiaccio, che chiama Charlie Brown “ciccio”.

A scuola con Charlie Brown. L’ultima striscia, l’ultima emozione

Il 3 Gennaio 2000 è la data dell’ultima striscia dei Peanuts. Schultz morirà il 12 febbraio dello stesso anno.

Per il congedo dai suoi lettori sceglie il personaggio di Snoopy, che, con la sua macchina da scrivere redige queste parole:

«Cari amici,

ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni. È stata la realizzazione di tutte le ambizioni della mia infanzia. Sfortunatamente non sono più in grado di mantenere il ritmo di programmazione di una strip quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano continuati da un altro perciò annuncio il mio ritiro. In tutti questi anni sono stato riconoscente per la correttezza dei nostri editori e il meraviglioso sostegno e affetto espressomi dai fan del fumetto. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… come potrei mai dimenticarli…»

Charles Schultz https://it.wikipedia.org/wiki/Peanuts

Il quotidiano londinese The Times lo ha ricordato, il 14 febbraio 2000, con un necrologio che terminava con la seguente frase: “Charles Schulz leaves a wife, two sons, three daughters, and a little round-headed boy with an extraordinary pet dog“. (“Charles Schulz lascia una moglie, due figli, tre figlie e un piccolo bambino dalla testa rotonda con uno straordinario cane”).

https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_M._Schulz

E, riprendendo le parole di Schulz, “Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… come si possono mai dimenticare…”

Stefano Vori

“Crêuza de mä pe zêna”, la voce del ponte

“Crêuza de mä pe zêna”, la voce del ponte

“crêuza de mä pe zêna”, la voce del ponte

Il nuovo ponte di Genova, inaugurato il 3 Agosto, ha la sua Voce: “Crêuza de mä pe Zêna”, è la Voce del Ponte.

Il Viadotto sarà denominato “Genova San Giorgio”.

E’ nato dalle macerie del ponte Morandi crollato il 14 agosto del 2018, causando la morte di 43 persone.

Genova si è ritrovata a vivere un evento che unisce i sentimenti più contrastanti.

La soddisfazione di ritrovare una lingua d’asfalto che ha un valore pratico, per la viabilità cittadina e non solo.

Ma che non può e non deve far dimenticare i TANTI MORTI del Ponte Morandi, deceduti per la CRIMINALE INCURIA DI POCHI.

Nel giorno della rinascita di Genova, è giusto che siano soprattutto i genovesi i protagonisti.

I Figli di Genova.

“Crêuza de mä pe Zêna ”. La Voce del Ponte.

Renzo Piano e Fabrizio De André

Genovesi, Amici. Quasi coetanei, essendo l’Architetto Renzo Piano maggiore di 2 anni.

Fabrizio De André è scomparso nel 1999.

2 Grandi genovesi che hanno regalato a Genova una loro opera.

Innanzitutto, Renzo Piano ha ideato e progettato il Ponte Genova San Giorgio.

Il Ponte è la genialità che si materializza. Che fa i conti con i numeri, le proporzioni, lo stile, l’estetica.

E’ la creatività che getta le proprie fondamenta nella terra per donare agli uomini TEMPO, LAVORO, PRATICITÀ’.

In secondo luogo, Fabrizio De André ha ideato e scritto, insieme a Mauro Pagani, che ha curato la parte musicale, “Crêuza de mä”, capolavoro in dialetto genovese.

Come in tutti i dialetti, anche in quello genovese vi è la storia della città, la sua anima. La leggenda che narra di gloriose vittorie e di dolorose sconfitte. Di risate di gioia e di lacrime amare.

De André è andato oltre il dialetto tradizionale. Con la sua voracità letteraria è andato a scovare alcuni vocaboli appartenenti ad un idioma antico, sconosciuto perfino ai genovesi.

“Crêuza de mä” è la genialità che diventa poesia. Che fa i conti con la sua storia, con la sua tradizione, con le sue leggende.

Il dialetto genovese diventa uno strumento per raccontare storie quotidiane, come quella dei pescatori.

Storie che, in un italiano corretto, potrebbero contenere espressioni vagamente “volgari”, ma che il dialetto rende meravigliosamente poetiche, per donare agli uomini, un capolavoro.

“Crêuza de mä pe Zêna ”. La Voce del Ponte.

De André Fabrizio : Presente

Piano Renzo : Presente

Soprattutto, nel giorno della simbolica rinascita di Genova, erano presenti entrambi.

L’uno, l’ideatore del progetto, Renzo Piano, ha partecipato alla cerimonia da protagonista, com’era naturale.

L’altro, Fabrizio De André, ha presenziato alla cerimonia “spiritualmente”, con la sua meravigliosa canzone: “Crêuza de mä” scritta nel 1984.

Soprattutto questa canzone è stata scelta come la Voce del nuovo ponte, da dedicare a Genova ed ai genovesi.

“Crêuza de mä pe Zêna”

“La possibilità di realizzare una nuova versione di Crêuza de mä per l’inaugurazione del Ponte – ha dichiarato Dori Ghezzi – mi ha coinvolta in modo particolare.

Insieme a me ha appassionato la maggior parte dei più bravi cantanti italiani. 

Purtroppo non è stato possibile far partecipare tutti. 

Voglio ringraziarli tutti per la passione messa in questo lavoro e anche per l’amore dimostrato nei confronti di Fabrizio”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/03/creuza-de-ma-ricantata-da-mina-e-vasco-per-linaugurazione-del-ponte-san-giorgio-quando-de-andre-nel-1984-disse-non-vendera-un-cao/5888823/

“Crêuza de mä pe Zêna”: Testo e Traduzione

La “crêuza de mä”, tradotto per convenzione “mulattiera di mare”, ma che forse sarebbe meglio definire “sentiero” o “increspatura di mare”.

E’ quel fenomeno che si scorge spesso dalle alture liguri quando l’acqua viene screziata dal vento e dalle correnti creando una sorta di corridoio più chiaro, un magico “percorso liquido”.

“TUTTO DE ANDRE’ Il racconto di 131 canzoni” di Federico Pistone

Testo completo e traduzione: http://www.fabriziodeandre.it/faber/wp-content/uploads/2016/03/Creuza_de_ma.pdf

Stefano Vori